La storia del mitico G.S. Seniores

 In Siamo Stati

Tutto cominciò agli inizi degli anni 70. Da poco abitavo a Camucia, solo il tempo di farmi alcuni amici e fu la nascita di una specie di squadra di calcio. L’espressione non è casuale. I componenti di quella compagine non è che giocavano a calcio, si dilettavano a dare dei “calci” al pallone! La Domenica mattina ci trovavamo in quattro o cinque, al campo della “Maialina”, e così vennero strette vere amicizie che in seguito con altri partecipanti si propagarono creando le basi per la fondazione del G.S. Seniores.

In primo piano un personaggio del tutto eccezionale, Giustino (Amelio) Gambini, il quale fu il vero fondatore, presidente e padre putativo per la durata di circa 12 anni. Lui era il number one! Non a caso indossava il numero uno essendo, anche, il nostro portiere titolare. Quindi in ordine cronologico di conoscenza c’era Angiolino Picchi “Cosemo”, un’ala scattante e quasi imprendibile che giocava sulla fascia sinistra e crossava molti palloni al centro.

Franco Bertocci e Benito Vignini formavano una coppia di terzini che giocavano ad uomo e sempre con il fiato sul collo dell’avversario. Il primo aveva una caratteristica particolare: era sempre pettinato e tutto “allisciato”, tanto che gli fu affibbiato il nomignolo di “Pricisino”. Invece il secondo, a quei tempi il daziere Vignini di “Pistrino”, non faceva passare nessuno dalle sue parti: prima con le buone poi con modi poco socievoli. In mediana agivano di solito Vasco Sanchini, “Sanchino” per gli amici, il quale riusciva a tenere sempre la sua posizione emergendo nel gioco di rottura.

Il Beppe Migliacci del Sodo detto “Bippino”, collega di lavoro del Vignini, sapeva da par suo fermare il proprio avversario. Quindi con il numero sei Sestilio Pietri, rappresentante di caffè soprannominato “Rio Negro” di provenienza castiglionese, il quale si sdoppiava nel ruolo di giocatore-allenatore. Un suo detto famoso è passato alla storia: “Dammela tul curridoio”. Come mezzala destra giocava Adriano Biagianti “Biagio” con specifica prerogativa di saper smistare bene e dettare i tempi del gioco. Al centro dell’attacco operava Renato Tronchi, detto “Il Macciolo”, sfondatore delle difese avversarie. Causa infortunio a un ginocchio, Renato passò successivamente a stratega della panchina.

Con il 10 il sottoscritto: Danilo Sestini. Confesso con tutta la mia modestia che a me tale numero fu appiccicato solo per motivi estetici. L’ampiezza delle mie spalle motivava il numero a due cifre che riempiva adeguatamente tale spazio. Non per niente fui ribattezzato “Danilone”. Con il numero 11 il già menzionato Picchi. Con il numero 7 Mario Manciati detto il “Micio” che purtroppo ci ha lasciati ancora in giovane età: un vero atleta, leale con gli amici ed avversari.

Poi le due riserve (a quei tempi c’era soltanto una sola sostituzione), erano il jolly Enzo Rinaldi, in arte “Spallone” e il superman Mario Paoloni “Pavelone” che fungeva da difensore universale. Una nota particolare per il personaggio Spallone, che atleticamente era ed è ancora perfetto, ma, purtroppo quando aveva da trattare col pallone, come si dice dalle nostre parti, “gli s’arventava” !

Questi sono stati i componenti della prima e mitica squadra del G.S. Seniores. Veri amanti di questo gioco praticato alla meno peggio ma grazie al quale si sono creati rapporti di vera amicizia. Negli anni a seguire, altri personaggi si unirono al gruppo. Un gruppo di “ragazzi” che conciliava il gioco del calcio a svariate cene e pizzate da “Gino“. Gino Cipolli, sponsor ufficiale e fornitore del tè durante lo svolgimento del Torneo Over 30.  Torneo, quest’ultimo, che si svolgeva annualmente e naturalmente alla “Maialina”.

Tra le nuove leve del G.S. Seniores mi preme ricordare l’amico Spartaco Vannucci: “l’acquisto” che non ti aspetti! Il “portierone” che all’inizio trovò spazio in difesa per rispetto di Giustino. Proveniva dalla serie D, educato e gentile fuori dal campo ma dentro al rettangolo di gioco si trasformava nell’ultimo uomo che l’avversario avrebbe voluto incontrare! Di lui mi ricorderò sempre i saluti che era solito farmi ogni qualvolta che con la locomotiva passava nei pressi di casa mia. Un fischio breve ma assordante… come uno ciao detto a voce alta.

Altri tempi cari lettori! Non so proprio se noi avevamo delle peculiarità migliori per divertirsi nei confronti dei pari età di oggigiorno. Forse la nostra sarà solo presunzione ma in quegli anni c’era poco per divertirsi, perciò dovevamo aguzzare l’ingegno. Resta soltanto da dire, che noi veramente ci divertivamo. Con questo penso spesso a questi mie cari amici che in queste righe ho, con immenso piacere, ricordato. Spero tanto siano tutti stati gratificati in ugual modo con nostalgia della nostra ancora verde età di quei tempi ma soprattutto perchè ancora oggi rimanga indelebile quel feeling di vera amicizia che ancora ci lega e ci gratifica: aver fatto parte del G.S. Seniores.

Fotogallery del G.S. Seniores:

Testo scritto da Danilo Sestini.

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