Dalla scabbia alla rabbia!

 In Qui Paesello

Il dramma del paese Italia è sostanzialmente uno: quello di voler affrontare qualsiasi problematica da un punto di vista politico. Dall’arte alla letteratura, dallo sport alla medicina… tutto deve essere “scansionato” politicamente, tutto deve servire per far emergere dei pregiudizi mediante i quali una fazione politica possa accusare, delegittimare quella avversaria e viceversa. In questo modo le problematiche, là dove ci sono realmente, restano e il popolino, poco propenso ad approfondire, viene piegato facilmente a sostenere la tesi di chi ha più fiato per urlare e sbraitare. Tutto questo si trasforma in voti facili che consentono a pochi di continuare a vivere in un favoloso mondo dorato mentre la penisola affonda e la verità muore!

Di tali argomentazioni la scabbia è senza dubbio quella che su un piano politico è stata maggiormente analizzata, trattata e sviscerata in questi ultimi anni. Sostenere la paura della scabbia significa essere pro destra e sminuirla significa essere pro sinistra, mentre i pareri dei medici restano inascoltati. D’innanzi a tutto questo, il sottoscritto rimane indignato dal mix d’ignoranza e ipocrisia che giornalmente viene spalmato sul corpo di un Paese dai nervi sempre più fragili.

Per molti la scabbia è un virus, per moltissimi la scabbia è solo causa di immigrati e per “tantissimi” un muro con mine e filo spinato porrebbe fine a tutto ciò. La verità! Signori. La verità rende liberi… non scordatelo mai. Ed ecco quindi che inizia la mia ricerca e tra tanta disinformazione fatta da bufale fantascientifiche finalmente salta fuori un articolo comparso sulla Stampa.it,  datato 2015, dove il dermatologo Antonino Di Pietro, direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis e presidente dell’Isplad (Società internazionale di dermatologia plastica e rigenerativa), scrive:<<Trovo infame e disumano mettere alla berlina dei disperati incolpandoli di ogni male. Sporchi, brutti, cattivi e pure contagiosi: è una caccia all’untore di tragica memoria. Vuole sapere la verità? A Milano la scabbia non solo esiste da sempre ma negli ultimi anni è aumentata (basta vedere l’altissimo volume d’affari dei farmaci antiparassitari), ma non perché sono arrivati o stanno arrivando gli extracomunitari! Come medico e dermatologo ho visto e continuo a vedere sempre più casi di pazienti che hanno preso questa infezione della pelle causata da un minuscolo parassita, l’acaro “Sarcoptes scabiei”. Ripeto: non sto parlando di questi poveri cristi che vengono in Italia per sfuggire alle guerre e alla fame ma di pazienti italiani, gente tanto perbene, spesso facoltosa. Molti hanno preso la scabbia frequentando un centro di massaggi, almeno così si chiamano. E ancora. Parlo di quelli che vanno a fare viaggi hard all’estero – per esempio a Cuba, in Brasile, Thailandia – e ritornano con la scabbia contagiando mogli e figli. Insomma, se proprio vogliamo lanciare allarmi (stiamo parlando di un’infezione estremamente fastidiosa ma ben curabile) dico chiaramente che sono molto più pericolosi i nostri connazionali che fanno turismo sessuale.>>

Quanto riportato sopra potrebbe bastare per mettere a tacere i politici e i loro followers per i quali l’equazione: scabbia uguale a immigrati è lapalissiana…. . Ma è sempre meglio approfondire! In un nuova ricerca apprendo che la scabbia è una delle più antiche malattie parassitarie, sono state trovate tracce del parassita anche nelle mummie egiziane. La scoperta dell’agente causale risale al 1687 e pertanto la scabbia  può essere classificata come la prima malattia del genere umano della quale si conosceva la causa. Non solo, storicamente le epidemie di scabbia si manifestano in cicli di 30 anni con pause di 15 anni tra di loro. Di questo non vi è soddisfacente spiegazione. Due sono stati i picchi negli ultimi 50 anni: uno alla metà degli anni 40 e il secondo nella metà degli anni 60 su base mondiale mentre nei primi anni 70 venne registrato un picco anomalo negli Stati Uniti. Tra le forme di scabbia più aggressive c’è quella Norvegese descritta per la prima volta nel 1848 in “Norvegia”. Estremamente contagiosa, colpisce soprattutto i soggetti immunodepressi dove le diminuite difese immunitarie dell’ospite favoriscono la proliferazione massiccia degli acari Sarcoptes scabiei sulla pelle, rendendola molto difficile da curare. Norvegia… insomma il tipico paese da dove provengono gli immigrati (affermazione ironica). Mentre il paese Europeo con più alti casi di scabbia è stata la Danimarca, nella quale dal 1900 al 1975 sono stati segnalati più di 850.000 casi, mostrando un’incidenza maggiore nel sesso femminile ( fonte Christophersen J., The epidemiology of scabies in Denmark, 1900 to 1975., in Arch Dermatol., vol. 114, 1978, pp. 747-50.)

Ho voluto anche vedere se ci fossero degli studi in merito all’igiene personale dei singoli Stati, dato che l’acaro della scabbia predilige non certo luoghi dove l’igiene viene prima di tutto. Secondo l’Università del Michigan, la cui ricerca è stata pubblicata dal quotidiano Independentin Italia, che anche in questo caso non spicca tra le prime nazioni, solo il 57% della popolazione ha dichiarato di lavarsi le mani e sappiamo tutti quanto questo semplice gesto aiuti a prevenire tante infezioni. Lavarsi le mani con efficacia e regolarità, secondo gli esperti, ridurrebbe del 21% il rischio di infezioni.

DALLA SCABBIA ALLA RABBIA! by KlausWanklaus

Tra gli extracomunitari ci sono e ci saranno portatori di scabbia ma trovo alquanto triste ricorrere alla “scabbiafobia” per alimentare un clima di odio, là dove le ragioni sono assai più complicate non ultime la riduzione delle spese per la pulizia e l’igiene dei luoghi pubblici falcidiati dalla spending review e la mancanza di una politica sanitaria seria atta a prevenire infezioni. Non scordiamoci che ci sono ospedali dove si entra sani e si esce malati per avere contratto pericolose infezioni… . Il Manzoni ci insegna… prendersela con gli untori è più semplice e comodo, porta pubblicità e soprattutto allontana l’opinione pubblica dai problemi reali che sono i tagli all’istruzione, alla sanità, all’infrastrutture e la miseria dilagante per un mondo del lavoro che stenta sempre più a rimettersi in moto.

Maggiori Informazioni sulla Scabbia:

La scabbia è una malattia della pelle più diffusa di quanto si creda. Colpisce ogni anno nel mondo milioni di persone senza distinzioni di sesso ed etnia.

Link Esterni:

Ministero della Salute
IPASVI

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